Commenti Alunni e Docenti

I Commenti degli Alunni

Mirko Pennone V E (Liceo Antonio Genovesi.)

Lunedì 6 dicembre con la mia classe siamo andati al Carcere di Nisida per assistere ad una conferenza sull’adolescenza e i fattori di rischio. La conferenza si è aperta con un discorso riguardo all’utilità della scuola del dott. Assante, giudice del tribunale dei minori sez. civile. Successivamente abbiamo assistito alla proiezione di uno spot realizzato dai ragazzi di Nisida con il nome “apparamm, nun sparamm”. Ci hanno poi fatto capire tramite nostri interventi cosa volesse significare lo spot. Sono seguiti discorsi dell’ins. Brando sulla vita nel carcere, del dott. Pietro Avallone sulla devianza e su ciò che porta ad essa., della dott.essa Forgione sulle regole e su cosa devia i ragazzi e infine della dott. Lucariello sul bullismo e su come prevenire la devianza. L’incontro è stato molto interessante, gli esperti ci hanno permesso di fare varie domande che hanno chiarito i nostri dubbi. Inoltre ci hanno dato anche parecchio materiale da portare a casa per approfondire l’argomento. L’unica pecca forse è stata quella di non averci fatto visitare qualche luogo interno del carcere, scelta però condivisa poiché sarebbe stato pericoloso.

Riccardo Russo- Francesco Grieco IV A (Liceo Antonio Genovesi)

Una giornata utilizzata bene per farci capire e conoscere il mondo di chi vive o comunque trascorre gran parte della sua gioventù in istituti come quello di Nisida con interventi di persone capaci di darci informazioni e spiegazioni riguardo tutti i punti  di cui abbiamo discusso e che variano molto andando, infatti dal ruolo che hanno alcuni programmi televisivi devianti  fino alle pene imposte agli imputati minorenni. Abbiamo imparato che bisogna dare una possibilità a tutti e aiutare i giovani ad inserirsi bene nella difficile società attuale.

Alessio Izzo, Alessandra Carli, Simona Formisano,Salvatore Della Monica e Ludovica De Vito (Scuola Giovanni Verga)

Gent.mo Architetto Luigifranco Zoena,

le invio quanto noi tutti alunni della 3a B della Scuola Giovanni Verga, abbiamo scritto sull’incontro dibattito “adolescenza e fattori di rischio” tenuto presso il Centro Europeo di studi di Nisida, il giorno 6/12/10, un incontro sicuramente molto stimolante. Nella speranza di poterci rivedere ancora per il prossimo seminario, le porgiamo cordiali saluti, uniti alla nostra professoressa Arrichiello Annamaria

Napoli, 21/12/2010   

Gli alunni della classe 2° - C (Scuola Media “Virgilio 4)

ANCHE NOI A NISIDA… Lunedì 6 dicembre siamo stati invitati dall’associazione EuforikaNapoli a partecipare all’incontro-dibattito “Adolescenza e fattori di rischio” presso il Centro Europeo di studi di Nisida.

Per noi è stata una giornata molto diversa e piena di emozioni. Arrivando a Nisida eravamo contenti, ridevamo e scherzavamo, ma poi ci siamo rattristati un po’. La prima cosa che ci ha colpito è stato il posto. Nisida è isolato da tutto e da tutti e quella strada in salita che non finisce mai per arrivare al carcere, sembra allontanare ancora di più dal mondo quei ragazzi, come una doppia punizione per quello che hanno fatto.   Siamo stati accolti molto bene e ci è stato concesso di fare molte domande agli esperti, che ci hanno risposto facendoci riflettere su temi riguardanti i giovani come il rispetto delle regole, i comportamenti devianti e anche sul significato di libertà. Per noi la libertà è tutto, ma non riusciamo a definirla e andando via da Nisida abbiamo pensato che forse solo chi ha perduto la libertà come quei ragazzi sa veramente che cosa significa. Durante il dibattito è stato bello sentire dire dai giudici Assante ed Avallone che noi abbiamo una famiglia che si occupa di noi, ma è stato brutto  pensare  ai ragazzi dell’Istituto e a tanti altri che, come ha detto il giudice, “non hanno avuto nessuno dietro la porta che gli chiedeva come era andata la giornata”. 

Anche noi crediamo che se i ragazzi sbagliano non è solo colpa loro, ma è anche perché non hanno una famiglia e delle regole di vita. A questo serve il carcere, non solo a punire, ma a riflettere sui propri errori e a imparare le regole di vita. È stato bello sentir dire che molti ragazzi dell’Istituto vogliono cambiare e che lì ci sono tante persone che vogliono aiutarli.

Quando la Prof. Brando ha risposto alla nostra domanda e ci ha detto come insegna nell’Istituto, ci ha colpito molto sapere che spesso i ragazzi non fanno i compiti perché scrivono lettere alle loro famiglie, che alcuni hanno una moglie o un marito e un figlio e che se la Prof. si assenta i ragazzi restano in cella. In quel momento abbiamo pensato alla sofferenza dei ragazzi e a come devono sentirsi tristi e soli.

Ci hanno emozionato molto anche i due video brevi, ma pieni di significati. Soprattutto nel secondo video l’immagine dei due ragazzi che, dopo un passato di violenza e di illegalità si prendono per mano, ci ha toccato il cuore e ci ha fatto capire che tutto si può superare e tutto, come si intitolava il filmato “si può apparare” se si vuole.

Sapevamo che forse avremmo parlato anche con un ragazzo ospite dell’Istituto, ma è stato meglio che non sia venuto in teatro, perché non avremmo avuto il coraggio di fargli domande e ci saremmo sentiti a disagio sapendo che per lui sarebbe stato doloroso vedere che noi ragazzi liberi tornavamo a casa senza neanche sapere veramente che cosa significa essere liberi.

Ringraziamo gli organizzatori per averci fatto trascorrere una giornata diversa, che ci ha lasciato tanti ricordi e una speranza: che anche i ragazzi di Nisida abbiano “un futuro migliore, perché è nel futuro che passeranno il resto della vita.”

Guido Guerra (Scuola G. Verga)

ADOLESCENZA ED EMOTIVITÀ… Oggi a scuola siamo andati a vedere una conferenza sull’adolescenza che si è rivelata molto interessante. Alla conferenza erano presenti giuristi e psicologi, membri dell’associazione EUFORIKA NAPOLI, e dopo che avevano parlato noi abbiamo potuto porgli delle nostre domande. La conferenza è iniziato con un bellissimo video sulle attività di EUFORIKA poi è partita la conferenza .

Il Tema principale dell’ incontro è stata la crisi adolescenziale , questa crisi però non va intesa in senso negativo ma  più come una fase di passaggio , un cambiamento in cui si perde la propria identità di bambini e si assume quella da adulti . Durante l’ adolescenza cambia  il  corpo  e la mente e molto spesso questi cambiamenti possono portare tristezza o confusione . A questo stato di crisi si risponde in molti modi  : spirito di gruppo , interesse per il look , ribellione all’ autorità dei genitori , e purtroppo in alcuni casi  anche la droga e la criminalità .

Ciò nonostante non bisogna pensare all’ adolescenza come a un periodo di tristezza e di pericolo perché in nessun’altra fase della vita si hanno le stesse energia , si provano le stesse emozioni che si provano in questo periodo e pure le difficoltà che si incontrano possono rivelarsi delle occasioni per crescere .

L’ importante è non arrendersi e aprirsi agli altri sui propri problemi e sulle proprie incertezze .Questo e altri temi sono stati affrontati oggi e proprio per questo ritengo questo incontro molto interessante.

Francesca Nonatelli (Scuola G. Verga)

ADOLESCENZA ED EMOTIVITÀ… Oggi, 4 maggio 2011, nell’auditorium della scuola abbiamo partecipato ad una conferenza diretta dall’Associazione Euforika Napoli.

Le persone che sono venute nella scuola sono psicologi o giudici con i quali abbiamo discusso delle emozioni e dei comportamenti di noi adolescenti.

Molte domande  poste ai componenti di Euforika mi hanno incuriosita, ad esempio mi ha interessato la domanda: “E’ possibile innamorarsi alla nostra età o si tratta di infatuazione?” A questa domanda mi sono data una risposta tra me e me, infatti secondo me è naturale innamorarsi alla nostra età, soprattutto perché tutte le persone provano sentimenti, altrimenti saremmo definiti robot, non esseri umani, quindi l’ amore vero non ha età.

Questo chiarimento sull’ adolescenza mi è servito, soprattutto perché io sono sottoposta a questo genere di “emozioni” che mi trascinano dallo stato di felicità a quello di delusione.

Gli psicologi ci hanno spiegato che per oltrepassare la fase adolescenziale dobbiamo avere autostima, ed è proprio così che possiamo creare un futuro costruttivo.

Abbiamo assistito alle risposte da parte della dottoressa Caterina Molfino, giudice della corte d’appello, la quale ci ha spiegato che spesso noi adolescenti commettiamo errori o addirittura reati solo per attirare l’ attenzione dei genitori che ostacolano o sottovalutano la crescita del figlio.

Gli specialisti ci hanno spiegato, inoltre, che durante la fase di crescita assumiamo dei cambiamenti che non vogliamo accettare e che possono portare alla timidezza. E’ proprio questa un fattore rischioso per la nostra crescita.

Io sono un soggetto molto timido, proprio per questo volevo porre una domanda:”Perché spesso le persone più timide, nella società, invece di essere comprese vengono considerate deboli e vengono escluse?” Proprio così io mi sento…esclusa! Anche per colpa della mia “timidezza” non ho mai avuto un’amica migliore, ho sempre creduto che le mie amiche più fidate si allontanavano da me solo perché ero monotona e non parlavo spesso, ma ho compreso che non ho amiche “del cuore”, perché sono insicura e spesso apparentemente sprucida.

Già da un bel po’ di giorni ho dei problemi con il mio carattere e spesso mi sento antipatica, per esempio, talvolta, litigo con i miei genitori , anche solo per sciocchezze che mi fanno uscire fuori dalle “righe”.

Forse questo potrebbe essere il periodo meno problematico della mia vita, penso, tuttavia, che sia l’ età più tormentosa che possa esistere, perché oscilla fra amore, amicizia, odio, cattiveria, simpatia…

Volevo concludere,semplicemente, dicendo che questa conferenza è stata molto costruttiva, perché mi è servita come chiarimento per i miei problemi quotidiani  che spesso mi portano alla stanchezza, al tormento ed all’ insicurezza. Grazie a questo confronto, fra psicologi e compagni delle terze, adesso sono più consapevole che questi problemi non riguardano solo me, ma anche i miei coetanei e ciò può aiutarmi nel mio sviluppo, accettando me stessa, crescendo per me stessa, per gli altri. Il mio desiderio dunque è di stare bene in compagnia confrontandomi e costruendo insieme ai miei amici un mondo più “umano”.


risposta:

Cara Francesca quel tuo desiderio di piangere non espresso e quindi controllato, potrebbe venire risolto con il dialogo. Provaci a sciogliere quel nodo alla gola quando ti senti più calma, e non rimandarlo troppo! La persona che ti ha ferito riceverà di te un’immagine diversa e un giorno saprà darti qualcosa di migliore se tu riuscirai a far capire cosa ti infastidisce.

Cerca di non essere troppo severa con te stessa, tu non hai un problema a causa della timidezza, tu stai rimandando semplicemente la soluzione, perché hai scelto di non confrontarti.

Mi è spesso capitata una sensazione nella mia vita: sono follemente arrabbiata per qualcosa con qualcuno, torno a casa e lì per lì lascio la cosa sospesa in attesa che la mia rabbia si plachi, scrivo quello che ho “subito” e parlo con me stessa. Ritorno a leggere dopo un po’ di giorni cosa ha causato il mio dispiacere e di colpo quel sentimento che mi imprigionava nell’insofferenza o nella tristezza, risulta sempre meno importante, più chiaro, meno forte, più facile da affrontare.

Ci hai mai provato a parlare con te stessa scrivendo? Ma dopo io non evito mai il confronto, anche se quell’episodio è diventato meno importante: Ricordi quando mi hai detta quelle parole? Beh sai che lì per lì mi hanno fatta male? Tu lo hai detto per questo… o per quello…. Ma volevi dire questo… o quello…..

Sai, il confronto non solo ci aiuta a liberare la rabbia e i dubbi, ma ci chiarisce anche chi sono le persone che veramente meritano fiducia, amicizia, rabbia, delusione …

Io sono sempre stata convinta di una cosa, che le persone interessanti e quelle con le quali è piacevole passare una vita di amicizia insieme, sono anche quelle che hanno un’emotività forte e una sensibilità manifesta. Per loro è più difficile sicuramente ‘governare’ la vita, ma quello che sanno assaporarne è grandioso e unico, concesso a pochi e quindi, mia cara Francesca, sembra proprio tu sia una delle poche privilegiate!

Per questo ti auguro di non cambiare mai la tua emotività, solo di poter imparare a sfruttarla… Non occorre essere prepotenti e duri per farsi rispettare o ascoltare, bisogna solo essere chiari e coerenti con se stessi!

Con affetto

Michela Forgione

Caro Signor Luigifranco Zoena,

la risposta è stata molto confortante …

Grazie alla vostra associazione ho potuto riconoscere la mia timidezza e cercare di superarla: durante  questi ultimi periodi mi sto rafforzando. Infatti insieme ai miei amici, dopo ogni  esame (fortunatamente molto semplici), ci divertiamo schizzandoci l’acqua addosso e facendo i gavettoni, ovviamente fra di noi  .

Parlando della mia timidezza questa persiste ancora, ma cerco di soffocarla e guardare avanti. Talvolta mi arrabbio, forse non è la cosa giusta da fare, ma quando ad esempio alcune persone, persino le mie amiche “migliori”, mi utilizzano, come un oggetto, solo per i loro obbiettivi, mi faccio valere, ma ovviamente sempre con “modi gentili ed educati”.  

Per eliminare la mia timidezza invece di piangere, come facevo prima, riesco a contenere le mie emozioni, che non voglio e non vorrei manifestare agli altri.

Penso anche che non sfogandomi, quindi non piangendo, si accumuli tutta la rabbia  che talvolta riverso contro la mia famiglia.

Non so come migliorare il mio carattere, perciò aspetto con ansia la sua gentile risposta …

Francesca Nonatelli

Chiara Sassone (Scuola Verga)

ADOLESCENZA ED EMOTIVITÀ… oggi ho partecipato ad un vostro dibattito “adolescenza e fattori di rischio” e mi è piaciuto molto. Vorrei farle i complimenti è stato davvero interessante.

Maia Moschella (Scuola Verga)

ADOLESCENZA ED EMOTIVITÀ… E’ da molti giorni che in classe discutiamo sull’emotività e sull’adolescenza. Oggi abbiamo assistito ad una conferenza sull’ “adolescenza e fattori di rischio” dove sono stati messi a confronto alunni, docenti ed esperti. Sono stati invitati sei dottori,tra psicologi e giudici, che inizialmente ci hanno presentato l’argomento di cui avremmo trattato. In seguito c’è stato un dibattito, dove noi alunni abbiamo rivolto molte domande agli psicologi per approfondire l’argomento. Con l’introduzione, le parole degli psicologi e le loro risposte ho compreso che l’adolescenza è una fase complessa,con lati si positivi che negativi. La nostra è un età difficile. Gli adulti,infatti,la invidiano,vorrebbero anche loro ritornare ai tempi antichi. L’adolescenza è anche definita una “crisi”,la parola crisi significa passaggio, in questa fase si verificano molti cambiamenti che non vengono sempre accettati,forse questo è il lato debole della nostra età. Il lato forte invece è che noi abbiamo la forza di combattere queste crisi,soprattutto se noi abbiamo la possibilità di esprimerci. I nostri problemi vengono superati attraverso la condivisione. La cosa più importante che dobbiamo sapere è che non dobbiamo mai avere paura delle crisi. La psicologa che più mi è piaciuta, che mi ha più interessata e mi ha prestato più attenzione è la Dott.ssa Forgione, antropologa e sociologa. Mi ha colpito perchè ci ha dato dei consigli, di non porre al centro dell’attenzione i nostri problemi,di vivere con la nostra capacità creativa e che noi dobbiamo trasformare il mondo!
Nella nostra fase adolescenziale prevalgono gli amici ai genitori. Con i genitori si ha un rapporto intimo, questo crea dei conflitti. Noi abbiamo delle aspettative nei nostri genitori, ma negli amici no,per questo è facile parlare con loro. Il confronto con gli amici,intanto, è importantissimo. I genitori non ci comprendono perchè hanno vissuto in un’altra età, noi siamo avvantaggiati ma ne paghiamo le conseguenze. Il nostro desiderio d’indipendenza è molto forte. Noi vogliamo correre e questo fa preoccupare i nostri genitori,che ci controllano e fanno bene perchè il controllo di un genitore è fondamentale però non deve essere esasperante. Secondo me, questa conferenza mi è stata molto utile per comprendere tanti aspetti positivi dell’adolescenza che non avevo apprezzato, inoltre credo che questi dibattiti siano importanti per parlare dei propri problemi, discuterne e liberare le proprie emozioni.

 

 

risposta:

Sono felice di osservare l’interesse con il quale siamo stati ascoltati, ma soprattutto l’obiettivo che accompagna i miei interventi è stato colto nel segno, Maia ha recepito la positività del mio messaggio, la crisi può essere superata se viene conosciuta la sua causa.

Imparare a conoscervi Maia è il nostro compito, il nostro dovere. Educarvi emotivamente è il nostro strumento.

Di 10 che sentono 5 ascoltano e 3 imparano, uno sicuramente trasmetterà il messaggio! Ecco ora questo è il tuo compito, la tua responsabilità…trasmettere a modo tuo il messaggio che hai accolto!

Mi raccomando, vivi serena e cerca di affrontare tutti i disagi nella vita pensando che tu hai la grande capacità di trasformare le cose!

Con profonda gratitudine e con affetto

Michela Forgione

Liliana

Mi è piaciuto molto quest’incontro che ci ha arricchito e ci ha reso maggiormente coscienti della realtà che ci circonda. Abbiamo affrontato un argomento serio senza che fosse troppo noioso. Inoltre mi è piaciuto il fatto che, per la prima volta abbiano dato veramente importanza e voce a noi ragazzi, riponendo in noi la loro fiducia, dandoci la libertà di esprimerci e la possibilità diincontrare persone che hanno veramente conosciuto l’orrore della camorra. Mi è piaciuto il fatto che, per la prima volta, è stata affidata a noi ragazzi l’opportunità di decidere cosa fare della nostra città, cosa fare del nostro futuro. E’ stata una bella esperienza che probabilmente ha cambiato qualcosa in ognuno di noi.

Fabiano

E’ stato un onore aver fatto parte dell’Euforika, poiché siamo stati una delle poche classi di Napoli a partecipare. E’ stato divertente anche perché in classe abbiamo lavorato in modo diverso dal solito. E’ stata una bella esperienza.

 

I Commenti dei Docenti

 

Prof. Roberto Palazzotto e Giulia Nardone (Liceo A. Genovesi)

Gentile Sig. Zoena,

riteniamo utilissimi, sia per noi, sia per i nostri alunni, incontri come quello del 6 dicembre. Spesso non possiamo fare a meno nelle nostre ore di lezione di soffermarci su tematiche inerenti il mondo giovanile per confrontarci e per comprendere meglio i nostri ragazzi. A Nisida abbiamo avuto la possibilità di discutere e dialogare con esperti e testimoni quotidiani della fatica di educare i  giovani in particolare nei contesti a rischio. Abbiamo avuto modo di approfondire alcune problematiche che ci riguardano da vicino.

Grazie  Euforika Napoli per queste occasioni di crescita  e di sensibilizzazione per essere sempre più cittadini consapevoli  e veri umanisti in grado di amare e interessarsi concretamente di tutto ciò che “riguarda l’uomo” .

Dorotea Rizzo (Istituto Virgilio 4 Scuola Media)

Gentile Sig. Zoena,

sono una delle docenti della 2C del “Virgilio 4”, La ringrazio ancora per aver dato ai nostri ragazzi  l’opportunità di confrontarsi e di scoprire realtà complesse, anche se non troppo lontane dalle loro vite. Tuttavia è stato meraviglioso vederli così coinvolti e rapiti dai racconti ascoltati, dalle esperienze narrate dai docenti e dalle risposte degli esperti, fonte di interessanti riflessioni. La prego di coinvolgerci ancora in futuro, è stato un momento di grande emozione e di crescita. Tutti ne abbiamo bisogno. Cordialmente.

Marina Ruggiero, Titti Rallo, Daniela Barone, Bianca Varelli - Docenti (Itas Elena di Savoia)

Al referente per la mostra Luigifranco ZoenaGiovedi 22 ottobre abbiamo partecipato con 40 alunni dell’ITAS Elena di Savoia alla visita alla mostra e alla lezione didattica di Christoph Mourey.E’ stata un’esperienza molto interessante e coinvolgente che i ragazzi e i docenti accompagnatori hanno molto apprezzato.Il contatto con le opere d’arte, la gentilezza e la simpatia dell’artista, l’esperienza pratica del disegno e l’interazione con  con gli alunni hanno contribuito a creare un clima di fattiva partecipazione che non è sempre facile riscontrare in eventi del genere.Gli alunni, di età compresa tra i 14 ed i 17 anni, sono stati coinvolti in un’esperienza che hanno definito “nuova ed interessante”.Complimenti ancora per l’approccio diverso e la coinvolgente metodologia didattica, che ha saputo avvicinare i ragazzi al concreto meccanismo del “fare” arte.Grati per l’accoglienza ricevuta ci auguriamo che tali progetti possano ripetersi a breve prevedendo la nostra partecipazione.

Cordiali saluti

Maria Rosaria Grimaldi (Scuola Ugo Foscolo Napoli)

Gentilissimo Arch. Zoena,a nome della preside, prof. Stella Taranto, dei colleghi ed in particolare mio, vorrei ringraziarla per la magnifica opportunità offerta alla scuola di partecipare ad Euforika. Devo confessarle che all’inizio ero un po’ scettica, anche se conoscendola ero certa che si dovesse trattare di qualcosa di “ insolito”. “Euforika, per un’alba del possibile” nella nostra città., una città malata, con tante problematiche grandi e piccole, una città dai bellissimi paesaggi, ricca di cultura e di opere d’arte non valorizzate, una città che nel silenzio della notte o di quelle afose giornate estive, o nella sua caoticità di quando si sveglia, soprattutto nei periodi festivi, è capace di trasmetterci allegria, voglia di fare.. E’ proprio questo  che ho percepito nella sua iniziativa: il desiderio di non sentirsi ridicolo, il coraggio di esprimere la propria idea anche a scapito dei soliti risolini di chi ci ritiene delle persone “strambe”, sentimentali, al di fuori del tempo e delle regole….mi perdoni, come avrà notato mi sono allineata a lei, al suo coraggio, alla capacità che ha avuto di coinvolgere tante persone –  prima fra tutti il giovane pittore Mourrej –  registi, hostess, scolaresche, professori . Giovani ragazzi che, forse, solo per curiosità si sono improvvisati comparse, piccolissimi attori di una Napoli diversa, fatta di persone che, passo dopo passo, vogliono imparare a  leggere la strada come “estensione della propria casa”, come qualcosa da difendere e di cui riappropriarsi. “Per un’alba del possibile”…dai dipinti visti traspare questo desiderio: la vecchina dal viso rugoso, la maschera di pulcinella, i visi di donna dagli occhi che sembrano volerci parlare, dalle tante interpretazioni che ciascuno di noi ha dato a ciascun disegno. L’essere presenti a questa sua iniziativa ci ha permesso di sorridere, rattristarci, sognare. E’ proprio il sogno, il desiderio di non voler essere più ciò che gli altri vogliono, ma ciò che realmente siamo, con le nostre incertezze, con le nostre proposte, con il nostro confrontarci su tematiche diverse tra loro, ma con un denominatore comune: sorridere, sentirsi utili, solidali, capaci di commuoversi, attenti ai silenzi di chi ci è vicino e sempre con una mano tesa, pronti a tentare di districare i numerosi e normali dubbi dei nostri ragazzi,  ascoltandoli, mettendoci in discussione. Traspare la voglia di far comprendere a questi giovani ragazzi l’importanza delle tradizioni, dei valori che ci vengono trasmessi di generazione in generazione, della volontà, soprattutto, di regalare loro quella volontà di credere che sorridere è bello.  E’ questo ciò che abbiamo percepito dalla sua iniziativa: vada avanti, ci coinvolga, cammineremo al suo fianco.

Prof. Arrichiello (Scuola G. Verga)

Gentile Euforika Napoli, L’evento tenutosi il 27 aprile presso il Teatrino di Corte del Palazzo Reale, oltre ad essere stato molto interessante, formativo ed esauriente, ci ha dato anche la possibilità di avere numerose informazioni sulla situazione reale della nostra società e sui pericoli a cui ragazzi e, soprattutto gli adolescenti, sono quotidianamente esposti.Abbiamo avuto, inoltre, la possibilità di ampliare le nostre conoscenze sulle numerose organizzazioni criminali, che minacciano quotidianamente il nostro futuro, rubando i sogni di molti giovani.Proprio grazie alle risposte molto esaustive che ci hanno fornito gli enti istituzionali e i familiari delle vittime innocenti delle mafie presenti quel giorno, siamo diventati più consapevoli della reale situazione della nostra società ed in particolar modo del Sud Italia, sempre mortificato e vittima di numerosi pregiudizi. La nostra partecipazione a questo evento ci ha sensibilizzato verso una maggiore assunzione di responsabilità nei confronti degli atti criminosi di matrice mafiosa, stimolandoci a combattere con più tenacia tutte le ingiustizie che funestano frequentemente le nostre giornate.A tal punto vogliamo illustrarvi i nostri pensieri e le emozioni che voi ci avete offerto attraverso questa meravigliosa esperienza ( pensieri autentici degli alunni)…

Grazia De Dominicis (Scuola V.Verga)

Spett. EUFORIKA NAPOLI,mi scuso del ritardo, ma ho pensato di raccogliere io le testimonianze dei miei alunni, ai quali ho suggerito di essere sinceri e spontanei.Dal canto mio, sono stata molto soddisfatta e della giornata del 27 e di tutta l ‘ organizzazione che ci ha dato l’ opportunità di riflettere e lavorare su temi che, per quanto sempre trattati all’ interno delle scuole, non hanno quella forza vitale che hanno assunto con la partecipazione al progetto. Infatti, in questo caso i nostri allievi sono stati i veri protagonisti sia lavorando allastesura del libro, sia in qualità di unici spettatori della manifestazione.Vi ringrazio ancora e spero di poter prendere parte ancora alle vostre attività