“Da diverso tempo evidenziamo un trend preoccupante. Emerge un target ben preciso dei giovani che accedono all’azzardo: maschi, del Meridione, con un livello di istruzione non elevato. Occorre aumentare il livello di consapevolezza e fare una corretta informazione. Distinguendo innanzitutto il gioco dall’azzardo”. Lo sottolinea al VELINO la Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano. Interpellata per commentare i dati dell’Osservatorio Nomisma su Giovani e Gioco d’azzardo presentato oggi a Bologna la Garante evidenzia come “andrebbe valutato con attenzione il campione”. La ricerca ha coinvolto circa 11 mila studenti fra i 14 e i 19 anni, numero “non estremamente rappresentativo”. Fatta questa premessa, la Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza spiega che “A urtare è il binomio azzardo e gioco. Genera confusione”. E ricorda come l’Articolo 31 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del bambino sostiene il riconoscimento al bambino del diritto al riposo e al tempo libero, di dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della loro età e a partecipare alla vita culturale ed artistica con pari mezzi ed opportunità. “Nell’azzardo invece tutto afferisce alla cognizione di alea, di rischio, non è richiesta nessuna abilità. Crea dipendenza, e la dipendenza a sua volta genera rischi come accade per l’alcol o le sostanze stupefacenti. E tutto questo rientra nel più ampio pacchetto di malessere dei ragazzi”. Per perseguire un “superiore interesse dei minori occorre abbandonare i guadagni legati azzardo che hanno come contropartita costi sociali notevoli. È assolutamente contraddittorio acquisire guadagni e poi spendere il doppio per curare una vera e propria forma di dipendenza”.

Sul fatto che un minore su due (l’Osservatorio Nomisma parla del 47%) lo scorso anno abbia avuto almeno un’occasione di gioco Albano evidenzia come “il primo insegnamento è quello non verbale, per cui un genitore giocatore può non essere un modello corretto. In secondo luogo c’è il tema dei luoghi dove si gioca. Deve esserci una minore accessibilità. I gratta e vinci si possono acquistare in tabaccheria nel percorso da casa a scuola e questo ha una incidenza notevole. L’azzardo non è neutro. I ragazzi devono sapere non solo della perdita di denaro ma anche del rischio dipendenza. La chiave è la consapevolezza e l’informazione, insieme all’accessibilità”. Per la Garante occorre inoltre “togliere le macchinette dalle tabaccherie e dislocare i locali deputati al gioco più lontani possibili da scuole e centri aggregativi”. Ancora, l’azzardo “non può essere sponsor dello sport, i ragazzi assumono come esempio i loro idoli calcistici. Bisogna evitare la confusione: è una questione di rispetto nei confronti dei ragazzi che hanno una personalità in evoluzione, e hanno il diritto a non essere tratti in inganno”.